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Il metodo

Kipping pull-up: trucco per barare o abilità da imparare?

Non è una trazione fatta male: è un altro esercizio, con un altro scopo. Cosa cambia meccanicamente, quando ha senso e la regola dei prerequisiti.

9 luglio 2026 · 7 minuti di lettura

Nessun movimento del CrossFit attira più sfottò del kipping pull-up: la trazione «a frustata», con il corpo che ondeggia sotto la sbarra. «Quella non è una trazione», dice mezzo Internet. Ha ragione — ed è esattamente il punto: non è una trazione fatta male. È un altro esercizio, con un altro scopo.

Cosa cambia, meccanicamente

Nella trazione stretta i muscoli della schiena e delle braccia sollevano un corpo fermo: puro lavoro di forza. Nel kipping, l’oscillazione del corpo — la sequenza «arco-cavo» — genera slancio, e le braccia lo raccolgono e lo finiscono. L’analisi biomeccanica lo conferma: cambiano le traiettorie e cambia il modo in cui i muscoli si attivano; una parte del lavoro si sposta su spalle e catena anteriore, che devono gestire l’oscillazione oltre che tirare.1

Il risultato pratico: a parità di fatica muscolare locale fai più ripetizioni in meno tempo. Ecco perché esiste: nei WOD ad alto volume il kipping è quello che permette di trasformare la trazione in un esercizio metabolico — più fiato, più ritmo — invece che di forza pura.

Allora è un trucco?

Dentro una gara di trazioni strette, sì, sarebbe barare. Dentro un WOD, no: è la versione prevista per quello scopo, come la corsa in salita e in discesa sono due allenamenti diversi con lo stesso gesto. Il fraintendimento nasce dal confrontare i due esercizi come se avessero lo stesso obiettivo. Non ce l’hanno: la trazione stretta costruisce forza, il kipping la spende in ciclo.

La regola della casa

Prima le strette, poi il kipping. Da noi il kipping si impara quando le trazioni strette sono solide — come riferimento pratico, un pugno di ripetizioni pulite — perché l’oscillazione aggiunge velocità e carico ciclico su spalle che devono già saper tirare. La scorciatoia di saltare questo passaggio è il modo classico di conoscere il proprio fisioterapista.

Come si impara, in ordine

Uno: appendersi bene — spalle attive, corpo teso. Due: l’arco-cavo a terra e poi alla sbarra, che è il motore di tutto. Tre: il kip swing ritmico, senza trazione. Quattro: agganciare la salita. Ognuno di questi passi è un allenamento in sé, e la fretta non li comprime: li rimanda. Nel frattempo, nei WOD, le trazioni si scalano con elastico o ring row — senza che questo tolga niente all’allenamento.

La risposta corta

Kipping pull-up: trucco o tecnica? Tecnica — con i prerequisiti. Prima costruisci la forza di tirare, poi impari a spenderla con ritmo. In quest’ordine è uno strumento; nell’ordine inverso è un conto in sospeso.

Fonti

Ogni studio citato è linkato: il numero porta alla scheda ufficiale della rivista o al DOI, così puoi controllare tu.

  1. DiNunzio C, Porter N, Van Scoy J, Cordice D, McCulloch RS. Alterations in kinematics and muscle activation patterns with the addition of a kipping action during a pull-up activity. Sports Biomech. 2019;18(6):622–635. DOI

Questo articolo ha finalità divulgative e non sostituisce il parere del medico. L’attività proposta è attività motoria e sportiva: non costituisce trattamento sanitario, terapia o riabilitazione e non sostituisce il parere del medico curante. È richiesto il certificato medico di idoneità all’attività sportiva non agonistica. I risultati sono individuali e variano in base al punto di partenza, alle condizioni di salute e alla costanza nel percorso.

Ti è servito? Passalo a qualcuno

Impara a tirare nell’ordine giusto.

Dalla prima trazione con l’elastico al primo kipping pulito c’è un percorso fatto di passi noti. Vieni a fare il primo.

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