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I dolori del giorno dopo: cosa sono, cosa non sono, cosa funziona davvero
Non è acido lattico, non sono un voto sull’allenamento e non passano prima con il ghiaccio. Anzi: alcuni rimedi popolari rischiano di rallentare i risultati.
17 agosto 2026 · 9 minuti di lettura

Primo giorno: tutto bene, ti senti perfino in forma. Secondo giorno: ti siedi sul water e capisci di aver commesso degli errori.
Si chiamano DOMS — delayed onset muscle soreness, indolenzimento muscolare a insorgenza ritardata — e intorno a loro si è costruita una quantità impressionante di fesserie. Facciamo ordine, perché almeno due di quelle fesserie ti stanno probabilmente rallentando.
Non è acido lattico. E si dimostra in un secondo.
Il lattato prodotto durante uno sforzo intenso torna ai valori di riposo in circa un’ora. I DOMS compaiono fra 6 e 12 ore dopo, culminano fra 48 e 72 ore e si risolvono entro la settimana.1
Le due cose non si sovrappongono mai — è la curva che vedi nel grafico qui sotto. Quando il dolore arriva, il lattato è sparito da un pezzo.
La prova sperimentale è del 1983 e resta elegantissima: la corsa in piano produce molto lattato e quasi nessun dolore; la corsa in discesa produce poco lattato e DOMS marcati.2 Se il lattato fosse la causa, dovrebbe succedere l’opposto.
La causa vera è meccanica: un sovraccarico che eccede la capacità della struttura del muscolo, tipicamente per contrazioni eccentriche — la fase in cui il muscolo si allunga sotto carico, come scendere in uno squat o frenare un salto — o per un movimento a cui non sei abituato. Ne segue un danno ultrastrutturale e una risposta infiammatoria locale.3
Perché l’ultima parola conta: «inabituale»
Non è l’intensità a farti male: è la novità. Ecco perché un atleta esperto può fare un WOD durissimo e non sentire niente, e poi ritrovarsi distrutto dopo un’ora di un movimento nuovo fatto con carichi ridicoli.
La seconda volta fa molto meno male, e non è una tua impressione
Si chiama repeated bout effect ed è uno dei fenomeni più robusti della fisiologia dell’esercizio. Ripetendo la stessa seduta a due settimane di distanza, tutte le misure di danno risultano significativamente minori — e i marcatori di danno muscolare nel sangue non aumentano più in modo significativo.4
L’effetto protettivo di una sola seduta dura almeno sei mesi, e si perde a dodici.5 Il tuo corpo si ricorda.
Conseguenza pratica per chi inizia: le prime due settimane sono le peggiori e poi passa. Non è che «ti abitui a soffrire»: è che il muscolo si è riorganizzato.
I DOMS non sono un voto sull’allenamento
Questa è la convinzione più diffusa e più dannosa: «se non ho i DOMS non ho lavorato abbastanza».
Uno studio ha fatto proprio la verifica: aumentando il volume di lavoro eccentrico — 12, 24 o 60 ripetizioni — i marcatori di danno salgono, ma l’indolenzimento non correla in modo significativo con nessuno di essi. Gli autori concludono che il dolore è «un riflesso generalmente scarso del danno muscolare indotto dall’esercizio».6
E sul fronte dei risultati: la sintesi proteica muscolare correla con la crescita solo dopo che il danno si è attenuato. Nelle prime settimane, quando il dolore è massimo, la macchina sta riparando, non costruendo.7 Il danno muscolare non è un requisito dell’ipertrofia.8
Tradotto: se dopo tre mesi non hai più i DOMS, non stai facendo male. Stai facendo bene.
Cosa funziona davvero per farli passare
Qui c’è una meta-analisi che ha messo a confronto tutte le tecniche di recupero. La classifica — da prendere come gerarchia, non come misura di precisione — è questa:
Due risultati meritano di essere letti bene.
Lo stretching non serve. Non «serve poco»: la revisione Cochrane su 12 studi randomizzati trova una riduzione dell’indolenzimento di circa un punto su cento. Anche nel trial più grande, con 2.377 partecipanti, la riduzione del picco è di quattro punti su cento. Gli autori scrivono che lo stretching «non produce riduzioni clinicamente importanti dei DOMS».9 Se ti allunghi perché ti fa piacere, ottimo. Se lo fai per non avere i DOMS, stai perdendo tempo.
Il foam roller ti fa sentire meglio, non recuperare meglio. Nella meta-analisi dedicata, l’unico esito con un effetto anche solo piccolo è la percezione del dolore; sulla prestazione gli autori parlano di effetti «piuttosto minori e in parte trascurabili».10
La parte controintuitiva: ghiaccio e antinfiammatori
Il bagno freddo riduce davvero il dolore percepito.11 Il problema è cosa fa nel frattempo.
Uno studio ha confrontato dodici settimane di allenamento di forza con immersione in acqua fredda dopo ogni seduta contro recupero attivo: nel gruppo del freddo, i guadagni di massa muscolare e di forza sono risultati attenuati.12 Una meta-analisi successiva conferma l’attenuazione dell’ipertrofia.13
Stessa storia per gli antinfiammatori: ad alte dosi, otto settimane di allenamento hanno prodotto guadagni di forza e ipertrofia inferiori rispetto a una dose bassa di aspirina.14 Alle dosi da banco l’effetto è invece limitato,15 e un lavoro recente su atleti allenati va perfino in direzione opposta:16 il quadro non è chiuso.
La regola pratica che ne ricaviamo:
- In stagione o prima di una gara ravvicinata: ghiaccio e compressione hanno senso, perché ti serve essere pronto domani.
- In fase di costruzione: lascia lavorare l’infiammazione. È il segnale che innesca l’adattamento. Muoviti piano, dormi, mangia, e passa.
Quello che funziona sempre e non ha controindicazioni è la cosa più noiosa del mondo: muoversi a bassa intensità. Camminare, pedalare piano, remare leggero. È secondo in classifica ed è gratis.
Sulla sauna la letteratura è meno solida di quanto si dica. Noi ce l’abbiamo e ci piace, ma la raccontiamo per quello che è: fa stare bene e aiuta a staccare. Non è una terapia.
Quando invece devi preoccuparti
I DOMS sono un dolore diffuso, simmetrico, che peggiora con la palpazione e migliora muovendosi, e passa entro la settimana. Tutto il resto merita un’occhiata.
Chiama, non aspettare
- Urine molto scure, colore tè o coca cola.
- Dolore sproporzionato rispetto a quello che hai fatto, o che peggiora invece di migliorare dopo il terzo giorno.
- Gonfiore marcato di un solo arto, o un segmento duro e teso.
- Un dolore improvviso e localizzato comparso durante un gesto: quello non è un DOMS, è una lesione.
- Febbre, nausea, malessere generale.
I primi due sono i segnali di possibile rabdomiolisi da sforzo: rara, ma da valutare in pronto soccorso e non da aspettare.17 Ne parliamo con i numeri nell’articolo su infortuni e CrossFit.
In tre righe
- Non è acido lattico, è danno meccanico da movimento nuovo o eccentrico.
- Non sono un voto: non misurano né il lavoro fatto né i risultati che avrai.
- Passano da soli. Muoversi piano aiuta, lo stretching no, e il ghiaccio di routine rischia di costarti i risultati che stai cercando.
Fonti
Ogni studio citato è linkato: il numero porta alla scheda ufficiale della rivista o al DOI, così puoi controllare tu.
- Schroeter S, Bloch W, Hirschmüller A, Engelhardt M, Grim C, Heiss R, Hotfiel T. Update: Delayed Onset Muscle Soreness (DOMS) – muscle biomechanics, pathophysiology and therapeutic approaches. Dtsch Z Sportmed. 2024;75(5):189–194. DOI ↗
- Schwane JA, Watrous BG, Johnson SR, Armstrong RB. Is Lactic Acid Related to Delayed-Onset Muscle Soreness? Phys Sportsmed. 1983;11(3):124–131. DOI ↗
- Hotfiel T, Freiwald J, Hoppe M et al. Advances in Delayed-Onset Muscle Soreness (DOMS): Part I: Pathogenesis and Diagnostics. Sportverletz Sportschaden. 2018;32(4):243–250. DOI ↗
- Chen TC, Yang TJ, Huang MJ et al. Damage and the repeated bout effect of arm, leg, and trunk muscles induced by eccentric resistance exercises. Scand J Med Sci Sports. 2019;29(5):725–735. DOI ↗
- Nosaka K, Sakamoto K, Newton M, Sacco P. How long does the protective effect on eccentric exercise-induced muscle damage last? Med Sci Sports Exerc. 2001;33(9):1490–1495. DOI ↗
- Nosaka K, Newton M, Sacco P. Delayed-onset muscle soreness does not reflect the magnitude of eccentric exercise-induced muscle damage. Scand J Med Sci Sports. 2002;12(6):337–346. DOI ↗
- Damas F, Phillips SM, Libardi CA et al. Resistance training-induced changes in integrated myofibrillar protein synthesis are related to hypertrophy only after attenuation of muscle damage. J Physiol. 2016;594(18):5209–5222. DOI ↗
- Damas F, Libardi CA, Ugrinowitsch C. The development of skeletal muscle hypertrophy through resistance training: the role of muscle damage and muscle protein synthesis. Eur J Appl Physiol. 2018;118(3):485–500. DOI ↗
- Herbert RD, de Noronha M, Kamper SJ. Stretching to prevent or reduce muscle soreness after exercise. Cochrane Database Syst Rev. 2011;(7):CD004577. DOI ↗
- Wiewelhove T, Döweling A, Schneider C et al. A Meta-Analysis of the Effects of Foam Rolling on Performance and Recovery. Front Physiol. 2019;10:376. DOI ↗
- Bleakley C, McDonough S, Gardner E, Baxter GD, Hopkins JT, Davison GW. Cold-water immersion (cryotherapy) for preventing and treating muscle soreness after exercise. Cochrane Database Syst Rev. 2012;(2):CD008262. DOI ↗
- Roberts LA, Raastad T, Markworth JF et al. Post-exercise cold water immersion attenuates acute anabolic signalling and long-term adaptations in muscle to strength training. J Physiol. 2015;593(18):4285–4301. DOI ↗
- Piñero A, Burke R, Augustin F et al. Throwing cold water on muscle growth: A systematic review with meta-analysis of the effects of post-exercise cold water immersion on resistance training-induced hypertrophy. Eur J Sport Sci. 2024;24(2):177–189. DOI ↗
- Lilja M, Mandić M, Apró W et al. High doses of anti-inflammatory drugs compromise muscle strength and hypertrophic adaptations to resistance training in young adults. Acta Physiol. 2018;222(2):e12948. DOI ↗
- Lilja M, Moberg M, Apró W et al. Limited effect of over-the-counter doses of ibuprofen on mechanisms regulating muscle hypertrophy during resistance training in young adults. J Appl Physiol. 2023;134(3):753–765. DOI ↗
- Mallinson JE, Taylor T, Constantin-Teodosiu D et al. NSAID ingestion augments training-induced muscle hypertrophy and differentially affects muscle mRNA expression, but not strength gains, in trained men. J Physiol. 2025. DOI ↗
- Scalco RS, Snoeck M, Quinlivan R et al. Exertional rhabdomyolysis: physiological response or manifestation of an underlying myopathy? BMJ Open Sport Exerc Med. 2016;2(1):e000151. DOI ↗
- Dupuy O, Douzi W, Theurot D, Bosquet L, Dugué B. An Evidence-Based Approach for Choosing Post-exercise Recovery Techniques. Front Physiol. 2018;9:403. DOI ↗
- Guo J, Li L, Gong Y et al. Massage Alleviates Delayed Onset Muscle Soreness after Strenuous Exercise: A Systematic Review and Meta-Analysis. Front Physiol. 2017;8:747. DOI ↗
- Hill J, Howatson G, van Someren K, Leeder J, Pedlar C. Compression garments and recovery from exercise-induced muscle damage: a meta-analysis. Br J Sports Med. 2014;48(18):1340–1346. DOI ↗
Questo articolo ha finalità divulgative e non sostituisce il parere del medico. L’attività proposta è attività motoria e sportiva: non costituisce trattamento sanitario, terapia o riabilitazione e non sostituisce il parere del medico curante. È richiesto il certificato medico di idoneità all’attività sportiva non agonistica. I risultati sono individuali e variano in base al punto di partenza, alle condizioni di salute e alla costanza nel percorso.


