Longevità
I 10.000 passi sono nati da una pubblicità. Ecco i numeri veri
Il numero viene da un contapassi giapponese del 1965. Gli studi su 47.471 persone dicono: la curva si appiattisce prima — e camminare non basta.
15 luglio 2026 · 7 minuti di lettura

Dei 10.000 passi al giorno sanno tutto tutti: è l’obiettivo di default di ogni smartwatch, la soglia morale della salute moderna. Quello che quasi nessuno sa è da dove viene il numero: non da uno studio, ma da una campagna pubblicitaria. Nel 1965, in Giappone, un contapassi fu lanciato col nome «manpo-kei» — letteralmente, «misuratore dei diecimila passi» — perché diecimila suonava bene e l’ideogramma del 10.000 ricorda una persona che cammina. Marketing eccellente. Scienza: zero.
Poi la scienza è andata a misurare
Il bello è che, cinquant’anni dopo, gli studi seri sono arrivati — e il numero magico ne esce ridimensionato in modo interessante. La meta-analisi su quindici coorti e 47.471 adulti ha trovato la classica curva a rendimenti decrescenti: il rischio di mortalità cala rapidamente all’aumentare dei passi, ma si appiattisce fra i 6.000 e gli 8.000 passi per gli over 60, e fra gli 8.000 e i 10.000 per i più giovani.1 Nello studio sulle donne anziane, il beneficio partiva già da 4.400 passi (mortalità più bassa rispetto alle più sedentarie) e si stabilizzava attorno ai 7.500.2
Le due morali della curva
La prima è liberatoria: se i tuoi 10.000 non arrivano mai, smetti di flagellarti. Il salto di salute più grande lo fa chi passa da 2.000 a 5.000-6.000 — cioè da sedentario a persona che cammina. I passi oltre gli 8.000 aggiungono poco, e nessuna soglia tonda ha proprietà magiche.
La seconda è scomoda: camminare è la base della piramide, non la piramide. I passi non caricano le ossa a sufficienza, non fermano la perdita di forza — che dopo i cinquanta corre più veloce della massa — e non toccano la potenza. La ricetta con le prove migliori resta la somma: camminare ogni giorno, caricare due-tre volte a settimana. Lo smartwatch misura la prima metà; il bilanciere è la seconda.
La regola pratica
Bersaglio onesto per la maggior parte delle persone: 7.000-8.000 passi come abitudine (una camminata vera al giorno, il resto viene dalla vita), senza ansia da cifra tonda — più l’allenamento coi carichi per tutto quello che i passi non fanno. Se lo smartwatch insiste col 10.000, adesso sai cosa rispondergli: è una pubblicità del 1965 che si è travestita da scienza. Educatissima, ma pubblicità.
Fonti
Ogni studio citato è linkato: il numero porta alla scheda ufficiale della rivista o al DOI, così puoi controllare tu.
- Paluch AE, Bajpai S, Bassett DR et al. Daily steps and all-cause mortality: a meta-analysis of 15 international cohorts. Lancet Public Health. 2022;7(3):e219–e228. DOI ↗
- Lee IM, Shiroma EJ, Kamada M et al. Association of Step Volume and Intensity With All-Cause Mortality in Older Women. JAMA Intern Med. 2019;179(8):1105–1112. DOI ↗
- Warburton DER, Bredin SSD. Health benefits of physical activity: a systematic review of current systematic reviews. Curr Opin Cardiol. 2017;32(5):541–556. DOI ↗
Questo articolo ha finalità divulgative e non sostituisce il parere del medico. L’attività proposta è attività motoria e sportiva: non costituisce trattamento sanitario, terapia o riabilitazione e non sostituisce il parere del medico curante. È richiesto il certificato medico di idoneità all’attività sportiva non agonistica. I risultati sono individuali e variano in base al punto di partenza, alle condizioni di salute e alla costanza nel percorso.

